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Base Popolare Democratici e Progressisti ha protocollato questa mattina un’interrogazione al Sindaco della Città di Castellammare per conoscere le iniziative che il Comune intende prendere per superare l’attuale modello di gestione, per definire proposte che ridiano forza e centralità ai Comuni e riaffermino che l’acqua è un bene comune da tutelare ?

Ecco il testo

Al Presidente del Consiglio Comunale R. Elefante
Al Sindaco L. Vicinanza
Interrogazione a risposta scritta e orale

Oggetto: Distretto Sarnese-Vesuviano riunione del 22 aprile 2026, documenti presentati dal Commissario liquidatore. Valutazioni e iniziative del Comune.
Premesso che:

  • in data 22 aprile 2026 si è svolto il Consiglio di Distretto Sarnese Vesuviano avente ad oggetto il trasferimento del 51% delle azioni della GORI S.p.A. (soggetto gestore del servizio idrico), dal valore nominale di ben 22.949.992,80 euro, attualmente ancora in possesso dell’Ente d’Ambito Sarnese Vesuviano benché in liquidazione sin dal 2017;
  • in tale circostanza il Commissario Unico Liquidatore , per rispondere a sollecitazioni e a critiche provenienti da Consiglieri Regionali, Comuni e da comitati di cittadini, invece di avviare immediatamente la procedura per il trasferimento delle quote all’EIC – Ente Idrico Campano (che ha sostituito in tutto le funzioni degli Enti d’Ambito) o ai Comuni, ha presentato un “cronoprogramma” che prevede l’elaborazione di “possibili soluzioni”, dando quasi per scontata la costituzione di un “nuovo soggetto politico” al quale affidare le azioni di maggioranza detenute dai Comuni in GORI.
    Si ricorda che
  • con la Legge Regionale 2 dicembre 2015, n. 15 è stato istituito l’EIC – Ente Idrico Campano- con l’obiettivo di creare un unico Ente Regionale che accorpasse tutti gli Enti d’Ambito riducendo i costi e rendendo più funzionale la gestione, lasciando in carica i quattro commissari degli ex Enti d’Ambito con il solo compito di completare la liquidazione entro 6 mesi dalla data di entrata in vigore della Legge (ai sensi dell’art. 21, nono comma).E’ accaduto invece che i commissari sono restati in carica non 6 mesi ,ma altri “NOVE” anni;
  • a conclusione della liquidazione dell’Ente d’Ambito Sarnese Vesuviano, i naturali beneficiari delle azioni della GORI S.p.A. ,sinora in possesso dell’Ente, dovrebbero essere conferite ai Comuni che ne fanno parte, o tutt’al più all’EIC in quanto dovrebbe subentrare ex lege “nei rapporti giuridici posti in essere dai precedenti Enti di governo degli Ambiti territoriali ottimali di cui alla legge regionale 21 maggio 1997, n. 14” (ai sensi dell’art. 21, primo comma, della citata Legge Regionale 2 dicembre 2015, n. 15).Su questo punto è necessario che si faccia chiarezza ,anche per riaffermare che ogni trasferimento a enti diversi non troverebbe alcuna giustificazione né legittimazione, e che sarebbe sbagliato per la Campania adottare il modello Gori.
  • dopo i nove anni di attività dei quattro Commissari, dunque- uno per ogni e distretto- per completare la liquidazione, con Decreto del Presidente della Regione Campania n. 75 del 03/10/2024 è stato nominato un Commissario Unico Liquidatore “incaricato dello svolgimento delle sole funzioni volte alla chiusura delle procedure di liquidazione”. Il Commissario unico, poi, a sulla volta ha nominato anche un vice commissario;
  • ciò nonostante, a tutt’oggi dopo undici anni – anche con la nomina di un liquidatore unico e del suo vice – non è stata ancora chiusa alcuna procedura di liquidazione.

Visto che:

  • il Comune di Castellammare di Stabia ha accettato di essere presente nella lista dei nomi da votare per il Distretto Sarnese Vesuviano con un solo componente, nonostante sia il secondo comune più grande tra i 76 che compongono il distretto stesso;
    per la prima volta, inoltre, il Sindaco di Castellammare ha deciso di non rappresentare direttamente il Comune facendo invece “nominare”, sulla base di accordi, un consigliere comunale.
    SI INTERROGA IL SINDACO PER CONOSCERE:
  1. quali sono state le indicazioni concordate con il rappresentante del Comune di Castellammare per il Consiglio di Distretto del 22 aprile 2026?
  2. come si pensa di agire considerato che la parte pubblica – le quote dei Comuni (51%), più quelle detenute da loro società, Multiservizi di Pomigliano, Asam di Castellammare, più altro, superano abbondantemente il 60%- sembra non riesca a incidere e a orientare le scelte.?
  3. se ha intenzione, inoltre, di chiedere chiarimenti sui ritardi del processo di liquidazione-affidato ai tanti commissari- e sui costi sostenuti?
  4. come pensa di agire nelle sedi competenti per tutelare gli interessi degli utenti, qualora dovessero emergere sprechi di risorse pubbliche?
  5. se intende contrastare le impostazioni che sembrano emergere – nel mentre il Presidente Fico si schiera a sostegno della gestione pubblica del settore , revocando anche atti assunti in precedenza che si muovevano in direzione opposta – promuovendo anche un incontro con gli altri sindaci del distretto, con i comitati e le forze sociali che da tempo si battono per superare l’attuale modello di gestione, per definire proposte che ridiano forza e centralità ai Comuni e riaffermino che l’acqua è un bene comune da tutelare ?
  6. se intende contrastare le impostazioni che sembrano emergere – nel mentre il Presidente Fico si schiera a sostegno della gestione pubblica del settore , revocando anche atti assunti in precedenza che si muovevano in direzione opposta – promuovendo anche un incontro con gli altri sindaci del distretto, con i comitati e le forze sociali che da tempo si battono per superare l’attuale modello di gestione, per definire proposte che ridiano forza e centralità ai Comuni e riaffermino che l’acqua è un bene comune da tutelare ?
  7. le motivazioni, inoltre, che hanno indotto a non dar corso a quanto previsto nella delibera di Giunta della precedente Amministrazione, con la quale -aderendo alla scelta assunta dal Consiglio del Distretto di articolare la propria presenza sul territorio realizzando una sede a Castellammare e una a Nola – venivano individuate soluzioni adatte per ospitare gli uffici nella nostra città. La rinuncia fatta ha consentito che si creasse un’unica sede del Distretto a Nola, provocando, così, notevoli disagi a tutti gli utenti, non solo stabiesi ma anche dei comuni limitrofi?

Castellammare di Stabia il 27 aprile 2026

Il Consigliere

dottor Maurizio Apuzzo