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Ancora una volta assistiamo al mancato intervento del Comune in un procedimento giudiziario dopo l’ex Pastificio D’Apuzzo, dopo le spiagge di Pozzano è toccato alla Stazione delle Antiche Terme.
Castellammare merita invece di essere difesa e tutelata in tutti i passaggi importanti.
La stazione delle Antiche Terme diventerà un b&b per pochi spiccioli al mese! L’EAV da noi scava solo tunnel inutili, chiude o fitta stazioni, ipotizza tram che all’improvviso diventano filobus.
Castellammare di Stabia oggi appare una città non attrezzata per definire scelte e obiettivi che lascino intravedere un progetto di rilancio neanche nel campo dei trasporti. E questo avviene mentre ci sono risorse e opportunità importanti, che in parte abbiamo già sprecato.
Lo dimostrano i fatti concreti. I lavori dell’ospedale San Leonardo si interrompono e riprendono senza che vi sia un’informazione chiara alla città. Si aprono tavoli e trattative su questioni strategiche come Fincantieri e Antico Porto senza che si registri un’iniziativa politica forte e riconoscibile da parte dell’amministrazione. Tutto sembra fermo, al di là delle consuete inaugurazioni e di qualche iniziativa patrocinata dal Comune.
Che la citta sia ferma, che manchino gli indirizzi e scelte chiare è stato sottolineato anche nella lettera al Sindaco del 19 giugno a firma di ventinove tecnici tra architetti, ingegneri, geometri, agronomi.
In questo quadro, dunque, preoccupa sempre di più quella che ormai appare una vera e propria prassi amministrativa: il mancato intervento del Comune nei procedimenti giudiziari che riguardano interessi fondamentali della città.
È accaduto con le spiagge di Pozzano. È accaduto con il Pastificio D’Apuzzo. È accaduto nuovamente con la stazione delle Antiche Terme, dove il Comune non si è presentato. E forse è accaduto anche altre volte senza che se ne sia saputo niente? La sentenza sul procedimento per la Stazione delle Antiche Terme evidenzia che le circostanze decisive (l’accordo del 2019, la seconda SCIA, la sentenza del TAR del 2022 favorevole ai privati) sono state “riferite e documentate dalla parte appellante e non confutate dal Comune di Castellammare di Stabia. Qualcuno dovrebbe finalmente spiegare ai cittadini il perché di queste scelte.

Costituirsi in giudizio non significa necessariamente vincere una causa, ma significa rappresentare e difendere gli interessi della comunità, far sentire la voce della città nei luoghi in cui si assumono decisioni che incidono sul suo futuro. Rinunciare sistematicamente a questo ruolo equivale ad abdicare a una funzione fondamentale dell’amministrazione pubblica.
Gli annunci sono una cosa, amministrare è un’altra. E con questo modo di procedere Castellammare perde una delle sue stazioni storiche, mentre questioni decisive per lo sviluppo urbano, turistico e produttivo della città sembrano essere scomparse dall’agenda politica. Basta leggere, infatti, l’odg del C Comunale previsto per il 29 di questo mese ,per avere conferma che , tranne un argomento, poi vi è la solita sfilza di debiti fuori bilancio, non si trova traccia, oltre agli aspetti già richiamati: della tratta ferroviaria Gragnano-Cmmare-Torre A , del Puc , o di Savorito ,delle Antiche Terme, delle Sorgenti, di Marina di Stabia, del bando con cui si pensa di affidare Villa Gabola, delle condizioni difficili in cui versa il nostro Ospedale San Leonardo, depredato di funzioni importanti.

Al di là di ciò che deciderà il Consiglio dei Ministri, sulla base del lavoro svolto dalla Commissione di Accesso, e degli esiti delle singole vicende amministrative e giudiziarie, non si può continuare a restare così inermi. Castellammare ha bisogno di una visione e soprattutto di un’amministrazione che difenda concretamente gli interessi della città.

BP Democratici e Progressisti
25 giugno 2026