Al Presidente della Regione Campania, Roberto Fico
Al Sindaco della Città Metropolitana di Napoli, Gaetano Manfredi
Come Democratici e Progressisti nella nota del 24 agosto 2026, che alleghiamo, sui
problemi e le sfide che ha davanti a se una realtà come Castellammare di Stabia, dopo
il
secondo scioglimento in quatto anni del Consiglio Comunale per infiltrazione
camorristica e la nomina di una nuova Commissione straordinaria per altri due anni,
abbiamo segnalato la necessità e l’urgenza di una forte iniziativa delle Istituzioni per
evitare che i progetti in corso (ne abbiamo indicati alcuni) subiscano ulteriori
rallentamenti e la possibilità di revoca dei finanziamenti. È già accaduto, per esempio
per 15 mln stanziati con il CIS per eliminare i prefabbricati del terremoto in un
quartiere a rischio come Savorito e per 35 mln stanziati dal Governo destinati per
interventi nel Porto Antico e Fincantieri.
Nonostante questi problemi, le azioni e le ipotesi messe in campo per Castellammare
rimangono davvero importanti e da non sciupare: se accadesse si darebbe davvero
un ulteriore e forse decisivo colpo alla sua possibile ripresa e rilancio. Si pensi solo,
per non ripetere l’elenco, agli investimenti necessari per Fincantieri, per il nuovo
Ospedale, a quelli annunciati in questi giorni dalla Regione per la bonifica del Sarno,
o a come inciderà, o a quelli derivanti dall’attuazione del programma Prius ,grazie alle
verifiche avviate, sul sistema delle medie città di “Costa del Vesuvio “.
Sono queste riflessioni che ci hanno portato a proporre che si valuti la possibilità di
definire, non solo per realtà come Castellammare, veri e propri “Accordi per…”,
attivando anche con Sviluppo Campania e Invitalia un supporto tecnico e operativo
per coordinare il programma e i progetti che si andranno a definire.
Si tratta di una scelta impegnativa, ma a nostro avviso necessaria anche per
intervenire su programmi importanti in atto dei quali, almeno per la ricaduta sui
territori, si è depotenziata la spinta.
È il caso del progetto della “Grande Pompei”. Gli Accordi forse potrebbero
rappresentare l’occasione per rilanciarlo su basi e obiettivi nuovi. È necessaria una
riflessione che consenta di ragionare sui limiti emersi -come evidenzia la stessa spesa
per interventi rivolti al territorio che si aggira solo attorno al 15%- dovuti forse alla
mancanza di progetti aggiornati, al non pieno coinvolgimento dei territori , e alla
pressione non costante da parte degli stessi Comuni per rimuovere rallentamenti e
ostacoli.
Tra un anno il programma si concluderà senza aver impegnato tutte le risorse, si
aprirà quindi, anche per questo aspetto non secondario , lo spazio per reimpostare il
progetto e lo stesso “Contratto di Sviluppo” su nuove basi.
Oggi l’immenso e unico patrimonio archeologico e culturale (Pompei, Ercolano,
Stabiae, Oplontis, Boscoreale, castello di Lettere, Villa Cuomo a Sant’Antonio Abate,
Terzigno, Poggiomarino) si scontra con le periferie che lo circondano e che soffrono
di abbandono e degrado, di scarsi servizi, di aree industriali dismesse. La stessa folle
scelta di concentrare in quelle periferie immense strutture commerciali evidenzia
ancora in maniera più forte la mancanza di una programmazione seria, di ricadute
forti e coerenti con la vocazione dell’area che neanche con il progetto della Grande
Pompei, se escludiamo le cose positive fatte in alcuni siti archeologici, siamo riusciti
ad attivare.
Il ruolo della Regione, della Città Metropolitana, del Parco archeologico di Pompei,
dei Comuni, diventa fondamentale per riprendere le fila di tante cose separate, per
ricondurle in un piano che possa stimolare anche chi ha interesse a investire in un
territorio che ha voglia di crescere e che ha grandi risorse e potenzialità. Dentro
questo piano – come previsto – si può e deve rilanciare la sinergia con il mondo
dell’imprenditoria privata all’interno di un sistema di regole e obiettivi
democraticamente definiti.
Vi chiediamo di assumere un’iniziativa per costruire – d’intesa con il Comune di
Castellammare – un percorso che consenta di avviare l’Accordo per Castellammare di
Stabia.
Democrati e Progressisti


