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Al Presidente della Regione Roberto Fico
Al Sindaco della Città Metropolitana Gaetano Manfredi
Al Presidente dell’Adsp Mar Tirreno Centrale Eliseo Cuccaro

Il nostro Cantiere ancora una volta diventa l’occasione per riaprire una prospettiva per la nostra città.
Nella risposta all’interrogazione del Senatore Cantalamessa su Fincantieri, il Min. Salvini riafferma la centralità e il ruolo del nostro Cantiere e ribadisce la necessità che si proceda, come da sempre hanno sostenuto i lavoratori, il Comune e la Regione, secondo quanto previsto nel Prg del Porto. Il ribaltamento a mare con la costruzione del bacino, la riorganizzazione degli spazi portuali da destinare alla città e allo sviluppo delle attività legate alla nautica, interessa anche lo sviluppo delle A. Terme, del nostro Centro Antico.
È un successo dei lavoratori che non solo scongiura il declino di questa storica e importante attività produttiva, ma allo stesso tempo riapre l’urgenza che si ritorni a ragionare del mare come grande leva per riorganizzare lo sviluppo di Castellammare. La scelta del bacino, rimasta ferma dal 2009 (intesa con il Governo e BURC Regione Campania n.59-5-10-09), se perseguita con impegno e serietà richiede che vi sia chiarezza sugli investimenti considerevoli – si ipotizzano oltre 800 mln-necessari per passare dagli annunci alla fase concreta.
Alla città, che oggi vive un momento difficile, è richiesta una capacità forte non solo per accompagnare e sostenere questo progetto che da tempo persegue, ma anche la maturità di costruire non solo con le energie e le competenze che possiede ma coinvolgendo l’Università, forze imprenditoriali e gli altri livelli istituzionali (Regione, Città M, A. Portuale), oltre allo stesso Governo, un vero e proprio “Accordo per lo Sviluppo”.
Allo stesso tempo serve investire in capitale umano: la Regione d’intesa con le università campane può e deve assumere una iniziativa per riaprire in città una Scuola di alta formazione legata alla ricerca sulle nuove tecnologie per la decarbonizzazione dell’industria navale e alla riqualificazione dei mestieri della cantieristica. Senza investire sui giovani e sull’innovazione la stessa difesa del cantiere diventa più difficile e complessa. E solo coinvolgendo le migliori energie e i giovani la cantieristica campana può affrontare al meglio le sfide.
Castellammare deve alzare la testa e saper promuovere con un territorio ampio, dai Monti Lattari e Pompei alla Penisola Sorrentina, alla Costa Vesuviana, che raccoglie al suo interno un patrimonio naturalistico, paesaggistico archeologico unico al mondo, un forte e organizzato distretto ambientale e turistico.
Se questa è la sfida, la domanda che occorre rivolgere alla Regione, alla Città M, oltre alle cose già programmate con i fondi europei per le città e per l’ambiente, è come intendono muoversi, quali impegni assumono?
Su Fincantieri negli anni si sono rincorsi protocolli e riunioni, adesso è tempo che il Presidente della Regione, in primo luogo, dopo le affermazioni del Ministro, riapra un confronto concreto con Governo, Fincantieri, Autorità Portuale, sul progetto del bacino e sulle risorse necessarie per attuarlo, sulla riorganizzazione, a partire dall’abbattimento delle strutture fatiscenti, delle aree portuali.
Castellammare di Stabia, il 12 Ottobre 2026 Democratici e Progressisti

COMUNICATO STAMPA

Fincantieri e il futuro di Castellammare, Democratici e Progressisti: «È il momento di passare dagli annunci agli impegni concreti. “Serve un Accordo per lo Sviluppo e investire su ricerca e Alta formazione”

La recente risposta del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, all’interrogazione del senatore Cantalamessa riporta al centro dell’attenzione il futuro dello stabilimento Fincantieri di Castellammare di Stabia e conferma la necessità di procedere lungo una prospettiva che da anni viene sostenuta dai lavoratori, dalle organizzazioni sindacali e dalle istituzioni locali: l’attuazione del Piano regolatore del porto, con la realizzazione del ribaltamento a mare e del bacino, insieme a una complessiva riorganizzazione degli spazi portuali.

Per i Democratici e Progressisti di Castellammare, questa prospettiva rappresenta un passaggio decisivo non soltanto per consolidare il ruolo industriale del cantiere navale, ma anche per ripensare il rapporto tra il porto, la città e il suo mare.

Il primo risultato da riconoscere è quello dei lavoratori, che con il loro impegno hanno difeso una realtà produttiva storica e strategica per Castellammare, contrastando il rischio di un progressivo ridimensionamento. La tutela del cantiere, tuttavia, non può esaurirsi nella salvaguardia dell’esistente: deve diventare l’occasione per costruire nuove opportunità occupazionali, rafforzare le attività produttive legate alla nautica e restituire alla città spazi e funzioni capaci di generare sviluppo.

Il progetto del bacino, previsto da tempo nella pianificazione portuale e rimasto inattuato per anni, deve ora uscire dalla dimensione degli annunci e delle dichiarazioni d’intenti. Si parla di investimenti considerevoli, ipotizzati in oltre 800 milioni di euro: una cifra che impone trasparenza sulle risorse disponibili, chiarezza sulle fonti di finanziamento, tempi definiti e un cronoprogramma credibile.

Ma allo stesso tempo serve investire in capitale umano: la Regione d’intesa con le università campane può e deve assumere una iniziativa per riaprire in città una Scuola di alta formazione legata alla ricerca sulle nuove tecnologie per la decarbonizzazione dell’industria navale e alla riqualificazione dei mestieri della cantieristica. Senza investire sui giovani e sull’innovazione la stessa difesa del cantiere diventa più difficile e complessa. E solo coinvolgendo le migliori energie e i giovani la cantieristica campana può affrontare al meglio le sfide.

È arrivato il momento di trasformare una prospettiva attesa da anni in un progetto concreto, sostenibile e verificabile.

Per questo rivolgiamo un appello al presidente della Regione Campania, Roberto Fico, al sindaco della Città Metropolitana di Napoli, Gaetano Manfredi, e al presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale, Eliseo Cuccaro, affinché si apra una nuova fase di confronto operativo, coinvolgendo il Governo, Fincantieri, le organizzazioni sindacali e tutti i soggetti istituzionali ed economici interessati.

Chiediamo, in particolare, che la Regione assuma un ruolo propulsivo e promuova un tavolo istituzionale finalizzato a definire gli interventi necessari per la realizzazione del bacino, il reperimento delle risorse, la riorganizzazione delle aree portuali e il superamento delle situazioni di degrado, a partire dalla rimozione delle strutture fatiscenti.

Ma la sfida che abbiamo davanti è più ampia. Il futuro di Fincantieri deve essere parte di una strategia complessiva di sviluppo della città, capace di connettere il porto con le Antiche Terme, il Centro Antico e il patrimonio storico, culturale e paesaggistico di Castellammare.

Il mare può diventare la leva di una nuova stagione di crescita, attraverso la valorizzazione delle attività produttive, della nautica, del turismo e dell’ambiente. Per riuscirci, Castellammare deve essere protagonista di una visione territoriale più ampia, che coinvolga i Monti Lattari, Pompei, la Penisola Sorrentina e la Costa Vesuviana, mettendo in rete un patrimonio naturalistico, archeologico e paesaggistico di straordinario valore.

A questo scopo, proponiamo la costruzione di un vero e proprio «Accordo per lo Sviluppo di Castellammare», fondato sulla collaborazione tra Comune, Regione, Città Metropolitana, Autorità Portuale, Governo, Università e mondo imprenditoriale. Un accordo che integri gli investimenti infrastrutturali con le politiche ambientali, la riqualificazione urbana, la formazione e la creazione di nuove opportunità di lavoro, valorizzando anche le risorse europee destinate alle città e all’ambiente.

Castellammare attraversa una fase complessa, ma dispone di competenze, energie e potenzialità che non possono essere disperse. Occorre superare la frammentazione degli interventi e costruire una prospettiva condivisa, nella quale il lavoro, la tutela del patrimonio e la qualità dello sviluppo procedano insieme.

Al presidente Roberto Fico chiediamo, in primo luogo, di raccogliere le indicazioni emerse sul futuro del cantiere e di riaprire concretamente il confronto con il Governo, Fincantieri e l’Autorità Portuale. Non bastano nuovi protocolli o ulteriori riunioni: servono decisioni, risorse certe, responsabilità definite e tempi di attuazione.

Il futuro del cantiere navale riguarda i lavoratori, ma riguarda anche il futuro dell’intera comunità stabiese. È il momento di introdurre una strategia capace di tenere insieme industria, porto, città e territorio.

Castellammare ha bisogno di una prospettiva concreta di sviluppo. Le istituzioni sono chiamate ad assumersi le proprie responsabilità e a trasformare questa opportunità in un impegno comune per il lavoro, la rigenerazione urbana e il futuro della città.

Democratici e Progressisti di Castellammare di Stabia il 12 ottobre 2026