
Contributo di Base Popolare – Democratici e Progressisti per la riunione di maggioranza convocata dal Sindaco per il 7 gennaio 2025
Inizia un anno importante, non solo per tutti i temi aperti nel mondo e nel nostro Paese, ma anche per le prospettive della nostra Castellammare.
Costruire, all’indomani del voto, dopo anni d’incertezza e dopo lo scioglimento del Comune per infiltrazioni camorristiche, un nuovo clima, nuovi spazi di partecipazione, nuove possibilità di sviluppo e una diversa percezione della politica è una sfida che dipende unicamente da noi tutti.
La riunione della maggioranza, opportunamente convocata dal sindaco dopo l’approvazione del bilancio, ci offre la sede per puntualizzare questi temi. La nostra nota va in questa direzione.
Le donne e gli uomini che hanno costruito l’esperienza di Base P.-Democratici e P., già alle elezioni amministrative di giugno, si sono mossi per evitare divisioni e per costruire una base programmatica utile a delineare la ripresa e il rilancio di Castellammare. Siamo certi che lo stesso sia avvenuto nelle altre forze della maggioranza.
In questi mesi di sostegno leale al Sindaco, non interessati a ottenere incarichi, abbiamo avanzato proposte, segnalato la necessità di correzioni per non perdere risorse assegnate, a causa degli atti assunti in anni precedenti e dalla stessa Commissione straordinaria. Del resto, ai Commissari, nel corso dei due anni del loro mandato, oltre a porre l’esigenza di ascoltare la città, abbiamo anche rappresentato proposte ed esposto – per i tempi impiegati, le scelte fatte e le procedure adottate – che stavamo correndo il serio rischio di non rispettare la tempistica prevista per utilizzare le risorse del PNRR e del CIS.
Non siamo stati zitti di fronte all’emergere di questi problemi e alle possibili ricadute negative per la città. Oggi dobbiamo lavorare tutti per scongiurare che si ripeta una situazione simile.
Il Sindaco, il Consiglio e la giunta hanno iniziato il loro lavoro da sei mesi, e sarebbe sbagliato, considerato il tempo trascorso e i problemi ereditati, trarre valutazioni superficiali; sono mesi sufficienti, però, per interrogarci con serenità sulla necessità di apportare correzioni.
Non ci riferiamo all’assetto della giunta, ma al lavoro da fare per precisare e selezionare priorità e temi che incideranno sulla possibilità di rilancio della città, tra questi sicuramente quelli legati all’attuazione del PNRR, del CIS e alle misure del nuovo programma dei fondi europei.
Questa esigenza di “cambiare passo” l’abbiamo posta nel corso di un’iniziativa pubblica, alla presenza del Sindaco e delle forze della maggioranza. Esigenza ribadita, dal Consigliere eletto nella nostra lista, sia in occasioni istituzionali che attraverso lettere.
Al Sindaco, al Pd e alla maggioranza tutta, con lealtà, anche con questo contributo, segnaliamo che non ci convincono scelte frettolose e i silenzi su alcuni temi.
Non abbiamo capito:
- La vicenda del Piano Urbanistico Comunale (PUC), da mesi rimasta sospesa.
Il PUC è uno strumento essenziale per programmare il futuro di Castellammare, ed è quindi giusto discutere in modo approfondito le scelte che sono proposte. Alla stessa Commissione straordinaria, e da più parti, fu posta la necessità che si ascoltasse la città e non si lasciassero solo nelle mani di dirigenti tecnici esterni, appositamente nominati, valutazioni così importanti.
Oggi questa “sospensione” va motivata, chiarita e riempita di contenuti.
A sei mesi dal voto non è accettabile che non ci sia un atto – neanche da parte dello stesso PD che ha richiesto di rinviarne l’approvazione – che chiarisca cosa si debba cambiare. La stessa Amministrazione, con l’atto approvato, segnala solo la necessità di avvalersi di un ulteriore apporto esterno per la definizione del PUC e del PUAD. - Come si pensa di utilizzare i 16 milioni del PRIUS (Programma di Rigenerazione Integrata Urbana Sostenibile)? Abbiamo appreso che si intende procedere a selezionare una società cui affidare le procedure e gli adempimenti richiesti dal programma. Questa scelta, valutata utile dall’Amministrazione, non fa venir meno la necessità che si definiscano, prima degli adempimenti burocratici, gli obiettivi e l’indirizzo politico-amministrativo sui quali deve poggiare lo sviluppo della città.
Ad esempio, si potrebbe ragionare sull’utilità – valutando le nuove strategie dell’Agenzia del Demanio e la proposta del Piano Città degli immobili pubblici – di lavorare per definire un protocollo con Regione, Agenzia del Demanio, Autorità Portuale, Soprintendenza e Curia. Prima di ricorrere ad apporti esterni, andrebbe valutata la possibilità di coinvolgere la stessa Invitalia. Si tratterebbe di realizzare, a sostegno del Centro Antico, del Porto, del turismo e per la creazione di spazi sociali, una forte integrazione tra la nuova strategia del PRIUS e il Piano Città degli immobili pubblici.
Abbiamo indicato questa strada anche nel nostro contributo al programma elettorale. Questa visione avrebbe senso, considerando il valore e il numero di immobili pubblici esistenti in quella parte di città (a tale scopo alleghiamo un appunto). Sono questi i motivi che ci spingono a sostenere che sia necessario ascoltare i cittadini, stimolare la partecipazione e il coinvolgimento su un documento del Consiglio – coerente con le linee di mandato e con i programmi da attuare. L’elaborazione del DOS o di sue linee, infatti, richiede un forte impegno degli uffici, del Sindaco, della giunta e del Consiglio Comunale. - Perché non si parla dei problemi che ricadranno sulla città in ragione delle scelte fatte in precedenza per alcuni interventi, in particolare su Savorito e Porto Antico-Fincantieri? Siamo certi che preoccupa tutti il rischio per la città, per vari motivi, di perdere circa 50 milioni di euro: 15 milioni di euro per Savorito, ai quali si potrebbero aggiungere 35 milioni non utilizzati – nonostante deliberati dal CIPE nel 2019 – per la messa in sicurezza del Porto e la prospettiva di crescita della cantieristica navale.
La stessa Autorità Portuale afferma nei propri atti che queste risorse nazionali avrebbero attivato altri 40 milioni di euro d’investimenti privati. L’incontro del 17 dicembre, promosso dal Sindaco su Fincantieri e richiesto anche dal sindacato, è stato opportuno al fine di interrompere silenzi e inaccettabili palleggiamenti di responsabilità.
Il rilancio di Fincantieri è una priorità e, proprio per questo, richiede – anche per i finanziamenti occorrenti a realizzare il bacino e il ribaltamento a mare del Cantiere – che Governo, Regione, Autorità Portuale e Azienda compiano atti coerenti a sostegno del progetto.
Per Savorito, è importante che si stia lavorando per recuperare nuove risorse per risanare questa realtà. È necessario, allo stesso tempo, chiarire gli aspetti, anche progettuali, che hanno determinato l’attuale situazione di blocco. Farlo è una scelta di serietà, in primo luogo nei confronti dei cittadini che vivono in condizioni difficili e da anni attendono risposte, e poi dell’intera città, a cui è arrivato il messaggio: “Savorito rinasce come Caivano”. - La fretta sul bilancio, aspetto sollevato anche dai Revisori nella loro relazione al documento, evidenzia che, considerato il termine per l’approvazione slittato al 28 febbraio, sarebbe stato opportuno avere più tempo e la documentazione completa per esprimere un parere. Questo appare un’occasione sprecata per coinvolgere la città, le forze sociali e per chiarire passaggi e scelte ereditate da gestioni precedenti (contenzioso, debiti fuori bilancio, programmazione delle risorse e altro).
La città è chiamata a partecipare e a essere coinvolta. La nuova Amministrazione, la maggioranza, il Consiglio e le forze politiche si trovano di fronte alla necessità di non sprecare la rara opportunità offerta a Castellammare dai fondi europei.
È necessario inoltre aiutare e accompagnare, solo per fare qualche esempio, iniziative anche private che potrebbero trarre stimolo dal rilancio del Cantiere e del Porto, dagli interventi nei nostri quartieri, dalla realizzazione del nuovo ospedale, dal recupero delle Antiche Terme e del patrimonio del Centro Congressi e del Parco dei Cigni, e dal necessario completamento di Marina di Stabia. Non si devono trascurare, inoltre, le scelte che interessano le aree industriali dismesse di Corso De Gasperi, finalizzate alla riqualificazione del quartiere CMI, alle attrezzature per il turismo e alla realizzazione di spazi sociali e sportivi.
Quanto sta avvenendo alla MEB, con un concreto insediamento di attività legate alla nautica, dimostra che è possibile riaprire una prospettiva produttiva per quella zona, dopo 15 anni di tentativi di cementificare la costa.
Gli interventi richiamati rappresentano un’opportunità forte e concreta; richiedono, lo ribadiamo, un salto di qualità nella collaborazione tra i diversi livelli istituzionali, con gli altri Comuni e con l’insieme delle forze sociali. Lo abbiamo già proposto: è possibile convocare un’Assise della città e prevedere luoghi di collaborazione e lavoro comune con competenze e risorse che la città possiede? Noi pensiamo che sarebbe importante provarci.
Sono certamente utili misure e interventi che consentano un ritorno d’immagine rapido, in particolare quelli che incidono sulla quotidianità. Queste azioni, però, non possono essere slegate da un percorso e da una prospettiva solida di cambiamento. Altrimenti, si rischierebbe di scivolare, anche in buona fede, in una dimensione fatta di annunci e di una politica ingessata, costretta a rispondere a esigenze di visibilità, a pressioni legate al voto regionale e a equilibri che poco hanno a che vedere con ciò che la città si aspetta.
Troppe volte, per parlare chiaro e avendo presenti gli errori del passato, è accaduto che coloro che oggi sembrano “più vicini” diventino i “più lontani” se non ottengono un posto in giunta o altro.
Questa deriva può essere sconfitta solo se il confronto diventa trasparente e basato sui contenuti; se non si creano divisioni “artificiose” nella maggioranza, costruite per trasformare qualsiasi discussione o punto di vista diverso in una minaccia per la stabilità dell’Amministrazione.
Falsità, come dimostrato dal voto sul Presidente del Consiglio Comunale e da quello sul bilancio stesso.
Spetta al Sindaco, e non ad altri, forte dei consensi ricevuti, agire per tenere coesa la maggioranza e per impegnare l’intero Consiglio Comunale sui temi contenuti nel suo programma di mandato.
Apprezziamo, anche per queste ragioni, l’incontro di oggi. La nostra disponibilità a contribuire con iniziative e proposte viene ribadita con convinzione alla maggioranza e al Sindaco. Continueremo a farlo, nonostante siano mancate risposte. Noi siamo interessati a questo.
Nota: Protocollo con Regione, Agenzia del demanio, A. Portuale, Soprintendenza Curia per l’integrazione tra: Nuova programmazione e il Piano Città degli immobili pubblici
Il nuovo ciclo di programmazione dei Fondi di coesione del PO FESR per il settennio 21/27 rappresenta una rilevante occasione per finanziare gli interventi che le Autorità Urbane, quali organismi intermedi, dovranno presentare nell’ambito dei relativi Programmi di Rigenerazione Integrata Urbana Sostenibile (PRIUS).
Nella definizione della strategia integrata urbana e, quindi, nella redazione del relativo documento, vanno previsti interventi di carattere sociale ed economico, di tipo infrastrutturale e immateriale. Questi interventi riguardano soprattutto il recupero di edifici e la riqualificazione delle aree degradate sia sotto il profilo urbanistico-edilizio che ambientale, il recupero funzionale e il riuso di vecchi immobili, la riqualificazione e la riconversione di strutture dedicate all’assistenza territoriale, l’attrezzatura di spazi per il potenziamento di infrastrutture a destinazione socioculturale, il recupero di beni, anche confiscati, la valorizzazione e l’implementazione del patrimonio culturale e naturale, oltre a interventi di pianificazione per un turismo sostenibile.
Il documento strategico diventa, pertanto, lo strumento utile per aprire un confronto e un dialogo a tutto campo con cittadini, organismi istituzionali, ordini e, in generale, con tutti i portatori di interesse. L’obiettivo è generare quell’attività progettuale e di pianificazione necessaria alla città per affrontare i problemi e offrire risposte adeguate, allineate alle esigenze della comunità.
I PRIUS, oltre all’ammontare di risorse già stimato nel programma, possono prevedere l’opportunità di intercettare ulteriori risorse potenzialmente destinate ai Comuni anche attraverso l’utilizzo di altri istituti, programmi e piani, tra cui il Piano Città degli immobili pubblici.
In sintesi, questo piano costituisce un elemento centrale della strategia evolutiva del ruolo dell’Agenzia del Demanio. Si propone come strumento di pianificazione attraverso il quale costruire una strategia immobiliare integrata, considerando tutti gli asset pubblici presenti sul territorio e i diversi fabbisogni. L’obiettivo è far emergere soluzioni allocative delle funzioni pubbliche in grado di massimizzare l’efficienza dei servizi, la rigenerazione urbana, la sostenibilità integrata delle operazioni immobiliari, il benessere delle comunità e la valorizzazione del patrimonio pubblico immobiliare, anche culturale.
Per conseguire tali obiettivi si potrebbe sottoscrivere un protocollo di intesa e/o un Accordo di Programma tra Regione Campania, Demanio, Autorità Portuale, Soprintendenza e Autorità Ecclesiastica. Questo accordo permetterebbe di individuare e ammettere al programma PRIUS, con l’apporto di eventuali ulteriori finanziamenti pubblici e privati, quegli immobili pubblici che versano in uno stato di fatiscenza e abbandono e/o che sono sottoutilizzati, per un loro radicale recupero e un utilizzo diverso e più idoneo. In tal modo, non solo si valorizzerebbe il patrimonio edilizio pubblico, ma si attuerebbe anche un processo di riqualificazione urbana dei circostanti ambiti territoriali, con immaginabili ricadute anche sotto il profilo socio-economico.
In particolare, si potrebbero includere strutture come l’ex Colonia Ferrovieri, l’ex orfanotrofio di Pozzano, l’ex palazzo della Finanza, le Stimmatine, la Caserma Cristallini, l’ex Fea e altri beni della Curia e della stessa Autorità Portuale. Gran parte di queste strutture ricadono nell’area del centro storico – water front portuale, che rappresenta uno dei poli che maggiormente necessita di un intervento non più procrastinabile.
In questo modo, le operazioni immobiliari non risponderanno unicamente a esigenze meramente funzionali ed economiche legate alla singola operazione, ma saranno frutto di una visione collettiva e condivisa della città.
In sintesi, lo scopo ultimo del Documento di Piano Strategico è quello di arrivare alla stipula, con tutti i soggetti pubblici e privati, istituzionali e non, di un “patto” che, partendo dalla ricostruzione della propria identità, aiuti la città a riscoprire le proprie potenzialità, recuperando innanzitutto quella capacità di attrazione che ha sempre dimostrato.


