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Democratici e Progressisti presentano la loro proposta al tavolo del centrosinistra

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Le donne e gli uomini che in questi mesi hanno provato a dare un contributo con proposte, ad incontrarsi per discutere della città e con la città e ad avviare, dopo una lunga attesa, anche un percorso autonomo in vista delle elezioni amministrative, pensano ancora che sia necessario assumere una iniziativa forte.


Hanno anche più volte affermato, e lo fanno più convintamente in queste ore, che Castellammare merita di più delle divisioni che si sono determinate.
Merita un racconto diverso dei suoi problemi e delle sue potenzialità, merita che si dica che si tratta di una città in grado di assumere la sfida che la presenza della camorra carica sulle spalle di tutti, l’impegno per spezzare il controllo politico che esercita sulla pubblica amministrazione, sulle attività economiche e sulla vita dei quartieri.

La nostra è una comunità che può e deve contare su risorse e energie forti, principalmente su quelle di ragazze e ragazzi.


Non ci si può limitare a prendere atto delle divisioni – presenti anche in altre realtà dove si voterà – che stanno emergendo in una fase in cui vi sono risorse e progetti che potrebbero sostenere lo sviluppo in diversi campi (turismo, commercio, porti, cantieristica, termalismo, quartieri, beni culturali e ambientali, politiche sociali, sanità).

Serve però coraggio.


È necessario per bloccare una deriva pericolosa e per evitare conte e forzature.


“Per una nuova Stabia, ricostruiamo la speranza” era il cuore dell’appello che tante personalità hanno sottoscritto; “Remiamo insieme” è invece quello della chiesa; nel 2022 dai sindacati ”Un patto per lo sviluppo e contro il malaffare” per Torre e Castellammare; anche da associazioni, da singole personalità, dai giovani con un documento presentato nei giorni scorsi giungono appelli. Non lasciamo che cadano inascoltati.


In questi anni si sono addensate storie, divisioni, errori che hanno prodotto lacerazioni politiche e soprattutto, con gli scioglimenti anticipati, danni alla città con il blocco di progetti e attività. Si é stati bravi a mettere in campo alleanze basate sulla forza elettorale dei singoli candidati, ma sono mancate l’energia e la coesione che possono derivare solo dalla condivisione di un progetto politico. Oggi, dopo due anni di commissariamento, si stanno riproponendo le stesse brutte logiche, si è tuttavia ancora in tempo ad apportare correzioni.


Raccogliendo con rispetto, anche per i nomi mesi in campo, i percorsi e le discussioni avviate in questi mesi, si promuova adesso in modo rapido il percorso per definire i punti del programma, le caratteristiche della coalizione e la figura che dovrà guidarla come candidato a Sindaco.

Proponiamo che si nomini un gruppo di lavoro cui affidare il compito di presentare – entro il 19 aprile – le risultanze alle forze che questa sera dichiarano la loro disponibilità, che avranno la responsabilità di assumerle come base per definire l’accordo da presentare – il 25 aprile – in una conferenza stampa che già oggi ci impegniamo ad annunciare.


Non è una proposta campata in aria o ingenua, richiede il coraggio di abbandonare aspirazioni personali, di superare la logica delle coalizioni contrapposte nelle quali ci si è rinchiusi. È un tentativo necessario per ricreare un clima costruttivo, per evitare il permanere di pressioni e/o il ricorso a modelli che, secondo alcuni, dovremmo imitare ma che sono slegati dalla nostra concreta realtà e per superare pratiche per cui si arriva a sbandierare sigle vuote che però non poggiano su liste fatte da persone vere. Abbiamo bisogno, se vogliamo scongiurare il rischio con le nostre divisioni di consegnare ancora una volta la città alla destra, di dimostrare che esistono forze, gruppi dirigenti – che pur sapendo accogliere apporti e contributi esterni – sanno difendere l’autonomia e il prestigio della città che si candidano ad amministrare.


Noi pensiamo che assumere questa sfida, esplorare davvero questa possibile strada – a meno di 30 giorni dalla scadenza del termine per la presentazione delle liste – darebbe il segnale forte che la città attende, che ci siamo cioè incontrati non per dar vita a una prova di forza tra nomi e sigle, ma per rimettere al centro la città con i suoi bisogni, un progetto e proposte che parlino di cambiamenti da attuare adesso per Castellammare.


Quest’atto semplice ma serio darebbe valore alla politica e potrebbe suscitare la voglia di impegnarsi per un progetto credibile e anche di parlare a quella quasi maggioranza di cittadini che sceglie di votare non votando.

Castellammare di Stabia 12.04.2024

Democratici e Progressisti