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Base Popolare come si può immaginare un Piano di Rigenerazione, che introduce indirizzi, criteri e persino norme, quando manca il presupposto fondamentale di ogni seria politica urbanistica, cioè un documento urbanistico approvato?

Ancora un annuncio, ancora una volta si utilizza un tema serio “l’area di Varano e del Solaro, per nascondere ritardi, approssimazioni e la confusione esistente sui temi urbanistici e della programmazione. Tanto basta per fare un comunicato, sbandierare un programma, che non produrrà alcun beneficio concreto per il territorio e per i cittadini di Varano e del Solaro.

Come si può anche solo immaginare di approvare un Piano di Rigenerazione, che introduce indirizzi, criteri e persino norme, quando manca il presupposto fondamentale di ogni seria politica urbanistica, cioè un documento urbanistico approvato?

In questo modo più che “una visione coraggiosa”, appare una forzatura istituzionale. Si pretende di superare “lo stallo amministrativo” sulle pratiche di condono — uno dei nodi più delicati, complessi e giuridicamente esplosivi dell’intera città — con una bozza di masterplan, come se bastasse un rendering a sciogliere problemi che affondano le radici in vincoli archeologici, norme statali, sentenze e responsabilità amministrative sedimentate da decenni.

Sia chiaro che non è in discussione l’apporto, la serietà del lavoro svolto dall’Università- Castellammare si è sempre avvalsa di queste competenze – ma il modo con cui si tenta di aggirare i problemi. L’Amministrazione afferma: “Varano può diventare un grande parco agri-archeologico, un luogo identitario per i cittadini e un attrattore turistico. Il Piano, infatti, attua una previsione strategica del PUC, il cosiddetto Schema Direttore 4. Anche se il PUC non è ancora definitivamente approvato, abbiamo scelto di accelerare su temi non più rinviabili come la rigenerazione del pianoro di Varano e del Solaro. Il prossimo passo sarà il Piano di Recupero del Centro Storico, previsto dallo Schema Direttore 2.” E in questi quasi due anni cosa avete fatto, cosa vi ha impedito di approvare il Puc? C’è il dovere di chiarirlo! Base Popolare ha sempre insisto, che fossero approfondite prima le procedure adottate dalla Commissione straordinaria, per poi andare avanti. Lo aveva chiesto anche l’ex assessore Regionale Bruno Discepolo, ormai da più di un anno, nella sede del PD. Non useremo i toni e l’aggressività, a cui abbiamo dovuto assistere in Consiglio Comunale, quando si è risposto a una nostra interrogazione sulla Casa del Fascio, ma davvero il Comunicato che abbiamo letto ci lascia senza parole.  Noi abbiano sempre avanzato proposte e suggerimenti nell’interesse della città e anche su questi temi. Mercoledì 4 febbraio abbiamo presentato un nota puntuale in Commissione Consiliare. Diventa necessario spiegare alla città dopo tanti incarichi e risorse impegnate, da ultimo altri trecento trentacinquemila euro per la Casa del Fascio- cosa abbiamo ottenuto. Durante l’ultima riunione in Commissione Urbanistica sono emersi una serie di fatti rispetto a dei ricorsi presentati, rispetto a delle comunicazioni sul Puad e rispetto al Piano Casa, saremmo un comune dove non si applica, che ci fanno ripetere che la politica degli annunci e dei titoli sui giornali non porta alla città alcun beneficio. Le scelte e gli atti che riguardano gli strumenti di governo del territorio, lo sviluppo della città e la tutela dei diritti legittimi dei cittadini stanno procedendo, ormai da tempo, in modo confuso, contraddittorio e in palese violazione delle procedure previste dalla normativa vigente.

Dopo quattro anni dall’adozione del Piano Urbanistico Comunale, avvenuta nel febbraio 2022, dopo due anni di gestione della Commissione Straordinaria e a circa venti mesi dall’insediamento dell’attuale Sindaco, si prosegue lungo il percorso intrapreso, senza correggere errori evidenti. Si prosegue senza dare nessuna spiegazione delle ragioni che hanno tenuto bloccato questo strumento per ulteriori mesi. Non è chiaro, ad esempio, come esso si coordini con il Piano Regolatore del Porto, elemento centrale per il rilancio di Fincantieri e per una visione unitaria del sistema portuale lungo la costa per sostenere il valore strategico dei due PORTI;  Analogamente, manca un raccordo effettivo con i piani dell’ASI per l’utilizzo delle aree industriali; Così come risulta del tutto assente una strategia comprensibile sulle Antiche Terme, che potrebbero rappresentare, insieme al Parco dei Cigni, al Centro Congressi e a Villa Ersilia, il fulcro di un progetto di rilancio del termalismo, del benessere e della riabilitazione; Le criticità si estendono al sistema dei trasporti, segnato da scelte discutibili di EAV e Ferrovie dello Stato; Alla valorizzazione della Reggia e del Parco Archeologico in relazione ai programmi della Soprintendenza e della Grande Pompei; Agli interventi necessari per affrontare il dissesto idrogeologico, la tutela del Faito e la difesa del patrimonio sorgentizio in coordinamento con l’Ente Parco, l’EIC e Gori; Restano inoltre irrisolti i temi del dragaggio del Sarno per stabilizzare i risultati positivi sulla balneazione; Non sono affrontate le tematiche del patrimonio di edilizia pubblica in sinergia con Acer e Città Metropolitana, per completare il quadro dell’intervento sul quartiere Savorito sempre nelle speranza che il progetto possa decollare; È carente di una visione per la valorizzazione del Centro Antico e del vasto patrimonio immobiliare pubblico, nonché del nuovo Ospedale come leva per riorganizzare la medicina territoriale e ridefinire il futuro della struttura del San Leonardo. In assenza di una visione complessiva e condivisa, il PUC, peraltro privo anche del DOS, rischia di ridursi a uno strumento meramente tecnico, arido e incapace di orientare lo sviluppo reale della città.

Gli annunci sulla cosiddetta “Grande Stabia” o i richiami allo sfasciume urbano non possono mascherare la perdita di risorse determinata da scelte compiute dalla Commissione Straordinaria e mai realmente corrette dall’attuale Amministrazione. Da oltre un anno, inoltre, non si è stati in grado di definire obiettivi coerenti per l’utilizzo dei 22 milioni di euro assegnati a Castellammare attraverso il programma PRIUS.

A tutto ciò si aggiunge la mancanza di un reale dialogo con le forze economiche e sociali della città e la sostanziale marginalizzazione del Consiglio Comunale.

Abbiamo chiesto in Commissione che si approvi un atto formale per chiedere   ai dirigenti di esprimere con un parere, circa la volontà dell’Amministrazione di non procedere alla ripubblicazione del Piano, nonostante l’introduzione di modifiche sostanziali successive alla fase di partecipazione e di presentazione delle osservazione.  In attesa di pareri e chiarimenti Base Popolare ha chiesto la sospensione immediata di ogni ulteriore determinazione afferente al procedimento di adozione del PUC. Pensiamo sia ora necessario spiegare alla città dopo tanti incarichi e risorse impegnate, da ultimo altri trecento trentacinquemila euro per la Casa del Fascio- cosa abbiamo ottenuto. C’è bisogno di promuovere un coinvolgimento e un approfondimento con la città. Siamo pronti a farlo con un’assemblea pubblica

Base Popolare Democratici e Progressisti

Castellammare di Stabia il 6 Febbraio 2026

Si allega nota presentata in Commissione Urbanistica il giorno 4 Febbraio 2026

Osservazioni sulla delb consiliare n.12- approvazione Regolamento Urbanistico Edilizio Comunale (RUEC) e sulla delb Consiliare n,13 approvazione Piano Urbanistico Comunale (PUC).
L’esame della deliberazione evidenzia un quadro complessivo di criticità che non può essere ricondotto a meri difetti formali, ma che rivela una impostazione amministrativa strutturalmente errata, giuridicamente vulnerabile e potenzialmente gravemente dannosa per l’Ente, perchè si fonda su una impianto complessivamente incompatibile con i principi fondamentali dell’ordinamento urbanistico, del corretto procedimento amministrativo e del buon andamento della pubblica amministrazione.
Il RUEC proposto si discosta dalle Norme Tecniche di attuazione del PUC, il solo fatto che il regolamento edilizio introduca discipline difformi, definizioni non coerenti o parametri divergenti rispetto alle NTA integra una violazione diretta del principio di prevalenza dello strumento urbanistico generale. Non è consentito utilizzare un regolamento per correggere, anticipare o aggirare le scelte pianificatorie.
Le scelte e gli atti che riguardano gli strumenti di governo del territorio, lo sviluppo della città e la tutela dei diritti legittimi dei cittadini stanno procedendo, ormai da tempo, in modo confuso, contraddittorio e in palese violazione delle procedure previste dalla normativa vigente.
Dopo quattro anni dall’adozione del Piano Urbanistico Comunale, avvenuta nel febbraio 2022, dopo due anni di gestione della Commissione Straordinaria e a circa venti mesi dall’insediamento dell’attuale Sindaco, si prosegue lungo il percorso intrapreso, senza correggere errori evidenti. Si prosegue senza dare nessuna spiegazione delle ragioni che hanno tenuto bloccato questo strumento per ulteriori mesi.
E’ un modo poco trasparente di procedere.
Quattro anni sostanzialmente sprecati rappresentano un fatto grave e inaccettabile, soprattutto se si considera che tale ritardo pesa oggi sulle scelte strategiche che dovrebbero orientare il futuro di Castellammare di Stabia. Il PUC, così come viene portato avanti:
 Non dialoga in modo organico con gli altri strumenti di pianificazione e programmazione sovracomunali e settoriali. Non è chiaro, ad esempio, come esso si coordini con il Piano Regolatore del Porto, elemento centrale per il rilancio di Fincantieri e per una visione unitaria del sistema portuale lungo la costa per sostenere il valore strategico dei due PORTI;
 Analogamente, manca un raccordo effettivo con i piani dell’ASI per l’utilizzo delle aree industriali;
 Così come risulta del tutto assente una strategia comprensibile sulle Antiche Terme, che potrebbero rappresentare, insieme al Parco dei Cigni, al Centro Congressi e a Villa Ersilia, il fulcro di un progetto di rilancio del termalismo, del benessere e della riabilitazione;
 Le criticità si estendono al sistema dei trasporti, segnato da scelte discutibili di EAV e Ferrovie dello Stato;
 Alla valorizzazione della Reggia e del Parco Archeologico in relazione ai programmi della Soprintendenza e della Grande Pompei;
 Agli interventi necessari per affrontare il dissesto idrogeologico, la tutela del Faito e la difesa del patrimonio sorgentizio in coordinamento con l’Ente Parco, l’EIC e Gori;
 Restano inoltre irrisolti i temi del dragaggio del Sarno per stabilizzare i risultati positivi sulla balneazione;
 Non sono affrontate le tematiche del patrimonio di edilizia pubblica in sinergia con Acer e Città Metropolitana, per completare il quadro dell’intervento sul quartiere Savorito sempre nelle speranza che il progetto possa decollare;
 È carente di una visione per la valorizzazione del Centro Antico e del vasto patrimonio immobiliare pubblico, nonché del nuovo Ospedale come leva per riorganizzare la medicina territoriale e ridefinire il futuro della struttura del San Leonardo.
 Non è chiaro neanche come dialoga con il recente del piano, presentato in tutta fretta, di recupero della collina di Varano redatto dall’Università.
Si appalesa davvero, oltre che le risorse impegnate, un modo leggero, sconclusionato e discutibile se si pensa di mettere mano in questo modo ai problemi dell’abusivismo, Rischiamo di andare in direzione opposta a quanto, in diverse occasioni, segnalato dalla Procura di Torre Ann.Ta,
In assenza di una visione complessiva e condivisa, il PUC, peraltro privo anche del DOS, rischia di ridursi a uno strumento meramente tecnico, arido e incapace di orientare lo sviluppo reale della città.
Gli annunci sulla cosiddetta “Grande Stabia” o i richiami allo sfasciume urbano non possono mascherare la perdita di risorse determinata da scelte compiute dalla Commissione Straordinaria e mai realmente corrette dall’attuale Amministrazione. Da oltre un anno, inoltre, non si è stati in grado di definire obiettivi coerenti per l’utilizzo dei 22 milioni di euro assegnati a Castellammare attraverso il programma PRIUS.

A tutto ciò si aggiunge la mancanza di un reale dialogo con le forze economiche e sociali della città e la sostanziale marginalizzazione del Consiglio Comunale. Gli strumenti e le modalità previsti dalla mozione sullo sviluppo approvata dal Consiglio sono rimasti sulla carta, poiché Sindaco e

Giunta non hanno adottato gli atti di propria competenza, disattendendo quanto deliberato dall’assemblea elettiva È per queste ragioni che con la presente intendiamo precisare la posizione del gruppo consiliare dei BP.Democratici e Progressisti , offendo allo stesso tempo un contributo politico e istituzionale , e sollecitando una valutazione rigorosa dell’iter seguito e delle responsabilità connesse alle scelte fin qui compiute volto a evitare nuovi rallentamenti e ulteriori danni alla città-
Rivolgiamo questa richiesta in commissione urbanistica, affinché sia approvi un atto formale per chiedere ai dirigenti di esprimere in modo formale con un parere, circa la volontà dell’Amministrazione di non procedere alla ripubblicazione del Piano, nonostante l’introduzione di modifiche sostanziali successive alla fase di partecipazione e di presentazione delle osservazione.
Noi pensiamo che tale scelta si pone in aperta violazione della legge regionale n. 16 del 2004 e del Regolamento regionale n. 5 del 2011 e determina una compressione illegittima delle garanzie partecipative, alterando in modo irreversibile la sequenza procedimentale. Questa irregolarità, già verificatasi in sede commissariale, è stata consapevolmente assunta e reiterata dall’attuale Amministrazione, aggravando il vizio originario anziché rimuoverlo.
Con carattere ancor più dirimente va meglio esplicitata la circostanza relativa ai rilievi formulati dalla Città Metropolitana di Napoli circa la dichiarazione di coerenza del PUC con gli strumenti urbanistici e territoriali sovraordinati, prescritta dalla normativa regionale quale presupposto essenziale del procedimento.
Alla luce di quanto sopra, il sottoscritto propone in attesa che si producano questi pareri e chiarimenti- la sospensione immediata di ogni ulteriore determinazione afferente al procedimento di adozione del PUC.

Dott. Maurizio Apuzzo
Base Popolare Democratici e Progressisti
4 Febbraio 2026